Bau Bau!

 

 

cagnolino

Il premio #lacartacosta che ho assegnato oggi nella rassegna stampa di 24 Mattino (vedi foto) mi ha attirato non pochi strali, sotto forma di mail, sms, tweet.

Tiziana Maiolo mi ha anche tolto ufficialmente l’appellativo di “simpatico”, degradandomi a ex, ma fortunatamente mi ha lasciato quello di “forcaiolo” che mi ha appioppato un po’ di tempo fa e al quale sono molto affezionato.

Premessa: trattasi di un gioco eleggere l’articolo più inutile del giorno, perché non sopporto chi si prende troppo sul serio, tanto è vero che aggiungo sempre che #ancheilmicrofonocosta

Premessa bis: amo gli animali, ma questa precisazione mi sembra fastidiosa da fare perché suona come quelli che dicono “non ho niente contro i gay, ho un amico gay o non ce l’ho con gli ebrei, ho pianto a vedere Schindler’s List”.

Ordunque… Anche io ho provato i miei brividini nel leggere la straziante storia di Birillo e India, sigh sigh. Ma rimango stranito e ancora conservo una certa dose di stupore nel vedere come molti di noi diventino teneri e sdolcinati davanti a un gattino cieco, un cagnolino zoppo, un criceto sordo, un coniglietto abbandonato, un cerbiatto sperduto salvo poi tirare dritto, magari con un certo sdegno, di fronte a un povero cristo sporco e malconcio che chiede l’elemosina.

Ecco, leggere mezza pagina su un giornale dedicata a un qualsiasi barbone che implora con il suo cartello “ho fame” magari mi avrebbe fatto più piacere. Così, ogni tanto eh…

Ma capisco di andare controcorrente: ormai va di moda dire che un cagnolino vale quanto un bambino, o addirittura di più! questo è il mantra dei Nazianimalisti. Li sento già ululare (e per loro suoni come un complimento, ovviamente): “perché, secondo te Toto Riina vale più di un cane?!!! Eh!!!” In genere costoro urlano per tentare di imporre le proprie ragioni.

Vi stupirò: sì.

Un essere umano vale più di un cane. O di un gatto. Ma siccome il mondo non è bianco e nero, ciò non vuol dire che non si possano amare esseri umani e animali contemoraneamente.

Lo dico soprattutto a quel gentile ascoltatore che, dopo aver letto #lacartacosta in cui giocavo (gio-ca-vo!) con un tono piagnucoloso (“e fatevi una risata, su…”) mi ha scritto via sms: “Bastardo! lascia stare gli animali! Mi auguro che capiti la stessa cosa si tuoi figli!”

A parte il fatto che è difficile statisticamente che mio figlio finisca 8 anni in un canile, dico: ehi, lord degli sms, un figlio non è un cane. Un figlio vale di più.

Quando vedrò sul tuo bel faccino una mezza lacrimuccia perché sono morti anche oggi un po’ di bambini in Sierra Leone, potrò sopportare una doppia lacrimuccia per le paturnie amorose di Birillo.

 

 

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