Opinioni

qui dico la mia...

Pura vida!

Appena posso, avendone le possibilità, faccio un viaggio all’estero. Soprattutto in estate, per staccare del tutto dalla routine ma anche dall’Italia e dagli italiani.

Lo faccio, credo, per i motivi opposti che spingono un certo “vippume” (in particolare colleghi) a bazzicare le località rinomate del nostro Paese. Da lì possono commentare la cellulite del tal ministro o la disfida tra sandali o piedi scalzi. Se andassero all’estero nessuno li riconoscerebbe e il loro ego verrebbe disintegrato. Io invece fuggo altrove proprio per confondermi tra la gente di una cultura completamente diversa e chiacchierare.

Il Costarica è un posto meraviglioso: c’ero già stato 18 anni fa e sarei pronto a tornarci domani stesso per la terza volta. Non stupitevi se questo Paese vince spesso le classifiche sulla popolazione più felice nel mondo. Il Costarica è un mix perfetto tra foreste selvagge, spiagge incontaminate, mare cristallino, percorsi incontaminati, un clima perfetto. Aggiungeteci un livello di sicurezza impareggiabile: il Costarica è un Paese neutrale che da decenni ha abolito l’esercito e gode di un livello di istruzione e sanità invidiabili per quella parte di mondo. Infine le infrastutture sono ottime, si può affittare una macchina girando ovunque senza alcun problema, e i ticos (i costaricensi) sono tra le persone più accoglienti che abbia mai incontrato. Alla domanda “come stai?” in Costarica non si risponde “Bene” ma “Pura vida”. Cosa c’è da aggiungere?

Detto questo, ho incontrato moltissimi italiani che si sono trasferiti là, inseguendo un sogno. Quello che spesso è precluso in Italia: costruirsi un futuro. A Tamarindo ho incontrato Michele che affitta camere. Michele è di Novara, in Italia aveva un pub “ma qui pago il 20% di tasse” e lascerò qualcosa ai miei figli, se lo vorranno. A Samara ho incrociato una coppia di italiani, Stefania e Stefano, che hanno messo in piedi un piccolo gioiello sulla spiaggia, il Gusto Beach. Anche loro hanno ricostruto un angolo di Italia, lì. Ho conosciuto anche un’avvocato di Roma che ha lasciato tutto e con il fidanzato ha messo in piedi un ristorantino delizioso, sempre a Samara, perché “chi me lo faceva di lavorare per lo Stato e basta?” E ancora Giorgio, mentre mi offriva un buon espresso nel suo baretto, mi ha detto: “Qui pago il 13% di tasse, in un mese ho aperto il locale. Certo, se devo andare dal dottore vado da un privato, ma anche in Italia, dove le tasse arrivano al 50%”

Negli occhi di queste ragazze e ragazzi ho letto la voglia di fare, la fierezza di sentirsi italiani, il disamore per come le opportunità siano spesso tradite nel nostro Paese. Come dice il mio amico Forchielli, “lontano dall’Italia per onorarla”.

Detto questo, non pensiate che il Costarica sia un Paese dove la vita costi poco. Costa abbastanza, me lo conferma anche Francesca che ha portato qui i suoi tre figli, in attesa di essere raggiunta dal marito. Fare la spesa svuota presto il portafogli, fare il turista poi in alcune località comporta un salasso. E allora su cosa risparmi? I vestiti (fa sempre caldo), il riscaldamento (zero euro) l’elettricità, i servizi, e sopratutto… Le tasse, appunto. Le tas-se!

Anthony, la mia guida in una splendida escursione di rafting, mi fa: “Ecco, quello è il nostro esercito!” e mi indica una scuola elementare.

Non visitare almeno una volta il Costarica, avendone l’opportunità, è da matti veri.

Pura vida!

One Comment

  • Lu on Gen 09, 2017 Commenta

    Ciao ali. Come stai?
    Non so xè ti scrivo qui…forse xé ho bisogno di starmene un po’ rintanata, non ho voglia di gente. Durante qs vacanze ti ho pensato tantissimissimo, anche ai tuoi bambini. Mannaggia come vorrei aiutarti! Ho letto il libro di Francesca, tutto quello che ha passato e alla fine ho pianto. Ho pianto x lei, x voi, xe non è giusto!
    Mi dispiace tanto. Nessuno di voi meritava tanto dolore. Di nuovo ti possa arrivare il mio abbraccio.
    Sei una bellissima persona.
    Un caro saluto. LU

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