Opinioni

qui dico la mia...

L’imbianchino siriano

Dovendo fare imbiancare un paio di stanze di casa mi sono rivolto alla mia amica cinese Jessica che a sua volta mi ha segnalato una piccola impresa portata avanti da un ragazzo in gamba: Ahmed.

Ahmed viene a casa, ci accordiamo sul prezzo, intanto scatta la curiosità: “Ahmed di dove sei?” “Siria”.

Con un certo pudore azzardo una domanda stupida: “E’ dura la guerra?”

Ahmed inizia a raccontare. Di quando per due volte è tornato in patria a casa dei genitori ma non è riuscito a raggiungere il suo paese natale, a 10 chilometri da Aleppo. “Sono arrivato fino a una linea. Oltre: morte”

Ahmed ha lasciato in Siria tutta la famiglia. “A volte non li sento per tre mesi”. “Scusa ma non riesci a farli venire qui, come profughi? Ne avrebbero diritto, credo”.

Ahmed mi guarda: “sono andato a chiedere in prefettura ma niente visto. Mi hanno detto: ‘sai qual è l’unico modo per farli arrivare in Italia? A nuoto'”.

Come come?!

“Sì me l’hanno proprio detto: l’unica è che vengano a nuoto, una volta che sono qui non li mandiamo via”.

Vorrei approfondire ma è solo la parola di un imbianchino siriano, chi vuoi che gli creda.

5 Comments

  • Guido on Dic 14, 2016 Commenta

    Ciao Alessandro, la vita è questa e tu più volte sei stato il messaggero di quello che in questo mondo può accadere. Vicende gradevoli o meno, felici o tristemente crudeli, tu le hai raccontate a tante persone. Ora la vita si è mostrata a te e ai tuoi due bimbi con uno dei suoi peggiori sguardi e indirettamente si è mostrata anche a noi che ti abbiamo conosciuto per la tua voce e per la tua intelligenza e che inconsciamente ti pensavamo indenne al lato brutale della vita. Non è così, non è mai stato così e non sarà così per nessuno.
    Avevo voglia di abbracciarti con due parole e l’ho fatto, anche se, mi rendo conto, quanto sto scrivendo lo scrivo per chietare la tristezza che mi porto dentro da lunedì mattina.

  • Lu on Dic 13, 2016 Commenta

    Ciao. Solo x dirti che mi dispiace che tua moglie, il tuo amore se ne sia dovuto andare. Mi dispiace x te, x i tuoi ragazzi….
    Ti ascolto sempre da moltissimo tempo ed è come se ti conoscessi da anni. Ho molta stima di te. Da ieri sono frastornata, devastata, non riesco a pensare ad altro. Vorrei poterti aiutare ma non è possibile. Mi basterebbe riuscire a non dire cose banali e scontate come invece sto facendo. Perdonami…
    Ti voglio un mondo di bene. Sii forte, fortissimo. Fallo x i tuoi ragazzi. Ciao. Ti possa arrivare il mio abbraccio.
    Luisa

  • Marco on Ago 31, 2015 Commenta

    Queste tue quattro righe evidenziano come la dignità umana supera ogni becero insulto nei confronti di chi ha lasiato tutto per poter vivere una vita normale. Peccato che i giornali che ci racconti al mattino diano più credito a Salvini che ad Ahmed. Son anche convinto che l’imbianchino ti ha fatto la fattura, a dispetto di quanto fanno tanti italiani che poi se la prendono con ‘loro’ dandogli colpe di ogni genere. Sul tema (visto che sei un accanito lettore) consiglio la lettura di ‘nel mare ci sono i coccodrilli’ di Fabio Geda. Libro che racconta la storia vera di un ragazzo scappato da morte certa. Si legge in un paio di giorni ma poi non ti lascia più…

  • Andrea on Ago 31, 2015 Commenta

    Meno male che non ha fatto caso a chi gliel’ha scatenata la guerra, in casa sua, se no dovresti preoccuparti…
    L’esportazione a mano armata della democrazia, a chi, spesso, non l’ha neanche chiesta, porta proprio a questo tipo di tragedie, umane, prima di tutto, e poi politiche, economiche, sociali…non avendo avuto le palle di far rispettare le regole ai clandestini, ora non abbiamo modo e maniera di aiutare i rifugiati. In bocca al lupo Ahmed, e soprattutto ai tuoi.

  • Diego on Ago 31, 2015 Commenta

    Bravo Alino. A volte una semplice imbiancata aiuta a capire meglio come stanno veramente le cose, populismo e campagna elettorale a parte.

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