Opinioni

qui dico la mia...

Doping, e poi?

Leggo, con un misto di sconcerto e disgusto, gli articoli su un’inchiesta di presunto doping in una squadra di ciclismo, la Lampre quando era guidata da Beppe Saronni.

Dal Corriere della Sera: “un campione del mondo si regge a stento sulla bici colto da un virus raro. Il 15 marzo 2009 il corridore sta male, ma anziché portarlo in ospedale i responsabili della squadra lo portano nella famigerata farmacia di Guido Nigrelli, radiato per doping”.

I Nas scoprono tutto. Scoprono che l’offerta di farmaci era “ossessiva”, farmaci che nelle intercettazioni telefoniche erano “ciucciotti, culatelli, uova, topogigi”. Topogigi?! Un topogigio è l’Hygetropin 100′ ormone della crescita che costa 700 euro a confezione. I ciclisti se lo sparavano sottopelle o in vena, non so. Così.

Sì, d’accordo, i soldi, il successo, la fama, ma io non riesco a credere che qualcuno sia disposto a iniettarsi sostanze pericolose per vincere, per guadagnare.

Per quale diavolo di recondito motivo violentano il proprio corpo? Per un ingaggio annuale? Per vivacchiare al 50esimo posto nel giro d’Italia?

Quando ne parlo ho un faro, il prof. Sandro Donati, luminare mondiale nel campo dell’antidoping e per questo silenziato e spesso emarginato. Ricordo ancora che a una mia domanda precisa ‘ma se guardiamo la finale dei 100 metri delle Olimpiadi, quanti di quegli atleti hanno fatto ricorso al doping? la sua risposta pacata, ferma e ovvia fu: “Ma tutti, ovvio, non c’è nemmeno da discuterne”.

Questa vicenda ha anche un risvolto personale: da qualche giorno mio figlio ha iniziato una cura ormonale. Dovrà assumere, fino all’età di 16 anni, l’ormone della crescita. Uno di quelli che i ciclisti prendono, senza colpo ferire.

Mattia fa una puntura al giorno, per fortuna non dolorosa, e sarà così per i prossimi 10 anni.

Ogni sera che la fa vorrei trovarmi di fronte uno di quei ciclisti, guardarlo negli occhi e dirgli: “ma cosa minchia stai facendo?”

ma so che sarebbe inutile.

8 Comments

  • vanni on Feb 02, 2014 Commenta

    Ne so qualcosa di prima persona. Per questo sono uscito dal ciclismo professionistico, siccome pochi hanno il coraggio di farlo è facile che si tenti di schiacciarli. Resta solo oramai l’onestà umana e professionale. sperare che ci sia o sarà un cambiamento di rotta sarà possibile solo a questo. Ma non intendo mollare. La FCI sta cadendo ppasso dopo passo in una serie di contraddizioni, forse finiranno in un buco nero. Spiace per i giovani che lottano con serenità e onestà e mai arriveranno a fare un “lavoro” che amano e che dovrebbe essere scuola di vita

  • Domenico on Feb 02, 2014 Commenta

    Fino a quando lo sport non lo si vedrà e vivrà come tale, continueremo a parlare di doping. Esistono, inoltre, dei limiti che il nostro corpo ha per tutela dello stesso: se non sappiamo rispettarli, non lamentiamoci delle conseguenze in termini di salute.
    In bocca al lupo per tuo figlio.

  • Enrico Enri on Gen 31, 2014 Commenta

    In tutto ciò mi dispiace per tuo figlio. Un abbraccio

  • Roberto on Gen 30, 2014 Commenta

    Ciao alino io vado in bici e mi diverto e sentire di queste cose non mi piace perché non capisco ! Anzi capisco e’ sempre è solo una questione di soldi! Ma dico anche che non c’è solo il ciclismo tu che ami il calcio guardati le partite di 30 anni fa e guarda il fisico dei giocatori di allora è quelli di adesso e poi poniti delle domande !! Ciao

  • nicolò lorigiola on Gen 30, 2014 Commenta

    Io adoravo il ciclismo. Poi ho fatto un pensiero: un (1) ciclista tra i 100 che fanno il Giro, o il Tour che sia, si droga e viene scoperto, possibile che gli altri 99 non drogandosi fanno (minuto più, minuto meno) lo stesso tempo del ciclista drogato?

    • Alessandro on Gen 30, 2014 Commenta

      un altro dubbio legittimo: un atleta pulito dovrebbe denunciare un dopato, potrebbe chiedere un risarcimento, per il danno di immagine, per i premi vinti illecitamente ecc: perché nessuno lo fa?

      • nicolò lorigiola on Gen 31, 2014 Commenta

        Perchè nessuno ha la coscienza pulita, oppure per paura di essere ricattato, oppure perchè fornire le prove è difficile. Nello sport pro, ma come in qualsiasi altro settore dove gira molto denaro, parole come “onore” “lealtà” “rispetto” non esistono: l’importante è il risultato.

  • marco on Gen 30, 2014 Commenta

    ma guarda conosco gente che si è sparato di tutto per gonfiarsi i muscoli e senza nemmeno avere il riscontro del ritorno economico…valli a capire!! ps: in bocca al lupo per la terapia di tuo figlio

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