Opinioni

opinioni

Son sempre sul filo

Lucia, che gestisce la pasticceria di Moggio, in Valsassina, è molto arrabbiata con me: “Cos’è questa storia che non fai più Funamboli su 7Gold?! Ti guardavo sempre e potevo dire a tutti ‘quello è mio cliente!'”

Chiedo scusa a Lucia e confermo: da quest’anno non conduco più Funamboli in tv e il motivo è molto semplice.

Amici, io mi sveglio alle 5. Il che voleva dire che il lunedì, dopo la diretta tv, tra l’adrenalina e il cazzeggio vario prendevo sonno alle 2. Potete immaginarmi il martedì mattina, con la settimana davanti?

La stagione passata poi è stata costellata da una serie di vicissitudini familiari sulle quali non è il caso e non è giusto che mi soffermi ma che mi hanno reso l’anno assai gravoso.

Per questo, con estrema serenità, ho detto ‘scusate, ma no’ agli editori di 7Gold che avrebbero voluto continuare con me. Di questo li ringrazio.

Tutto qui. Nessun complotto. Nessuna epurazione.

Ci sono però dei momenti nella vita in cui bisogna avere la forza di capire cosa conta di più. Io ho scelto la famiglia, e un pizzico di tranquillità in più.

Ho rinunciato a un po’ di soldi ma sono tornato a camminare per strada senza avere gli occhi fissi sul telefono per rispondere a una mail. Volete mettere?

 

 

Sperem!

Mattinata all’anagrafe di Milano. Tutti gentili e personale discretamente presente, erano otto sportelli attivi e neppure nella sede centrale del Comune, quindi bene, dai.

Risultato: 70 minuti di attesa per fare una pratica da un minuto e 40 secondi. Prezzo onesto: 26 centesimi.

In pratica dovevo autenticare una mia foto, il che significa che prima di andare in un altro ufficio per una successiva pratica, dovevo dimostrare che la faccia da pirla attaccata a quella carta non è quella di un mio sosia dell’Uzbekistan, no no son proprio io quello lì! Ecco, già per questo serve una firma di un dipendente del Comune. Il che è discretamente surreale.

Ma per farlo, tempo di verifica ripeto 80 secondi scarsi, ho dovuto sobbarcarmi questa coda interminabile.

E’ così che muore lentamente un Paese, è la burocrazia che ti stritola, ti spossa, ti snerva, ti succhia tempo, energie, fiducia, ottimismo e spesso denaro (non in questo caso, per la verità).

Ma ora abbiamo l’impegno del premier in persona. Renzi non ci sta e ci ha tenuto a farmelo sapere personalmente, su twitter.

imageIo gli credo, e fiduciosamente aspetto.

Buste anodine a Venezia

Sono basito. A dir poco. Leggo sul Corriere della Sera a pag. 9 il verbale dell’interrogatorio a Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia.

Ora, Orsoni ha patteggiato una condanna a 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti e si è riseduto, come nulla fosse, sulla poltrona di sindaco di Venezia.

“Sono innocente” dice Orsoni. E allora perché ha patteggiato, gli chiedono? “E’ una piccola goccia di sangue che ho dovuto versare, poco più che un incidente”. Un incidente.

Leggi →

Viva i turisti!

La prima cosa che faccio quando arrivo in una città da visitare è recuperare quelle preziose cartine che trovi ovunque, negli aeroporti, nelle stazioni o sparse in città.

Sono comode e pratiche, ti fanno capire in che zona della città sono le attrazioni maggiori, è un caso in cui si può ben dire che la carta non costa…

Così, dovendo ospitare per due settimane a casa Amy, simpatica 21enne irlandese, mi sono detto: le procuro qualche mappa. Non sarà difficile trovarle, a Milano.

Già, ma non gratis. Vado all’Atm ma niente, hanno solo delle strane mappe dei mezzi di trasporto che per qualche misterioso motivo si fermano alla stazione di Loreto, per dire. Se vivi fuori dal centro non sei contemplato. ‘Mappe di Milano? Non ne stampano più da tre anni” mi dicono. Deve essere la spending review.

Niente: niente alla stazione Centrale, niente a Cadorna, niente nelle stazioni della metropolitana.

E’ vero, esistono l’ipad, le app, gli smart phone, ormai con la tecnologia hai tutto a disposizione con un clic, ma vuoi mettere una sana, vecchia cartina da stendere sul tavolo di casa per far vedere a Amy che ‘abitiamo qui’, ‘il Duomo è qua’, ‘i Navigli là’ e così via?

Allora mi decido: vado in edicola e chiedo la cartina di Milano più economica. Tre euro e cinquanta e Amy è accontentata.

Benvenuti a Milano, città dell’Expo. Che Dio ce la mandi buona.

 

 

Corrotto a chi?

Mi ha scritto un ascoltatore molto arrabbiato perché ho detto a Radio 24 che “la verità è che siamo un popolo di corrotti”.

Si è adombrato in nome, immagino, di un supposto spirito patriottico che io sento a stento. Leggi →

“Grillino! Servo del Pd! Berlusconiano!”

“Sei un grillino!” “Sei un servo del Pd, ogni giorno lo dimostri” “Complimenti Milan, vero zerbino di Berlusconi” “Ebbravo Milan, l’ennesima tirata contro Grillo, servo e verme!”

A voi un piccolissimo sunto degli sms o delle mail di chi mi segue su Radio 24. A giudicare da alcuni ascoltatori (una striminzita minoranza chiassosa, peraltro) sarei ottimo materiale per il fior fiore degli psicanalisti. Chi mi tira di qui, chi mi strattona di là, non manca partito al quale non vengo affiliato: ce n’è anche per iscrivermi alla Lega perché invito spesso la mitica Aurora Lussana, Direttorissima della Padania, e c’e anche chi mi sospinge tra le braccia di Di Pietro perché l’ho invitato spesso e lui accetta  sempre di buon grado.

Leggi →

Un prete a cena

Più o meno una volta l’anno invito a cena il mio parroco, don Davide. Che è un prete come io ho sempre immaginato debba essere un prete. Semplice, diretto, gioioso.

Tutte le volte, tra un buon bicchiere di vino e una fetta di salame, don Davide mi regala parole preziose.

Due o tre cose che mi ha detto don Davide.

– Dire che la sofferenza è un valore cristiano “è una porcheria”, uso le sue parole. Il dolore non è mai positivo, non dobbiamo portare alcuna croce, la sofferenza non ci avvicina a Dio. Cosa diversa è trovare nel dolore la forza di reagire. Ma il dolore non è di per sé un valore. Infatti anche Gesù non avrebbe voluto la croce (‘allontana da me questo calice’) e “la sua fine è ingloriosa’. Il problema, dice sempre il don, è che abbiamo perso il senso di ciò che c’è nelle Scritture. Da quando abbiamo introdotto la Dottrina, è iniziata la nostra fine.

Basti pensare all’ossessione della Dottrina per il corpo e il sesso. Gesù ha detto pochissime parole, e insignificanti, sul sesso. E Gesù parla con il corpo. “il corpo di Cristo” vi dice qualcosa?

– Don Davide parla di ultimi, dell’importanza dello stare in mezzo alla gente, della gioia di fare l’oratorio estivo in cui “perdiamo una barca di soldi” ma teniamo i bambini di tante genitori che non saprebbero come fare

-don Davide, negli appartamenti sopra il suo, ospita a prezzo calmierato i genitori e i loro bimbi curati all’istituto dei Tumori. oppure ospita per mesi giovani madri disagiate, che non hanno un tetto dove andare e spesso fuggono da situazioni disperate.

– Don Davide ha le idee chiare su gente come il cardinal Bertone, ma vi risparmio i giudizi per carità di patria Vaticana.

– don Davide ti dice, anche se non vai a Messa “e beh, come vedi sono qui lo stesso”.

Quando passo due ore con uno come don Davide non mi frega niente dell’Ici, delle polemiche laiciste, dell’anticlericalismo. Chiacchiero con un prete sereno, che trasmette serenità.

 

 

Ancora sulla pena di morte

Come sapete, sono assolutamente contrario alla pena di morte, sempre e comunque.

Ho già raccontato di quando conobbi e intervistai (ahimè solo al telefono) Derek Rocco Barnabei, giustiziato in Virginia il 14 settembre 2000. In quel periodo raccolsi tantissime testimonianze sul sistema della pena capitale negli Usa. Testimonianze che ho deciso di pubblicare qui, man mano che le ritrovo nell’archivio di Radio 24.

Come questa: un’intervista a Donald Paradis, incarcerato per 21 anni, di cui 14 spesi nel braccio della morte, in Idaho. Tutto per un crimine mai commesso, come riconobbe lo stesso giudice che aveva pronunciato la condanna due decenni prima.

Leggi →

Si ammazzano, e tu che fai?

A Bangui le persone si stanno ammazzando a colpi di machete, proprio mentre state leggendo queste righe.

E che è Bangui?  Mi pare di sentirvi…Bangui è la capitale della Repubblica Centrafricana e oggi Repubblica (il quotidiano) ne scrive in un reportage di Rosalba Castelletti. Uno dei rari articoli che tentano di accendere i riflettori sull’ennesima tragedia africana. La stampa italiana tratta perlopiù con indifferenza queste notizie. Leggi →

In ricordo di Eluana Englaro

Ho sempre stimato Beppino Englaro. Lo stimo per la battaglia civile che ha portato avanti, da solo, per anni.

Beppino è il padre di Eluana, la cui storia ricorderete tutti. Eluana morì 5 anni fa, il 9 febbraio 2009, e la sua vicenda spaccò in due l’Italia.

Stimo Beppino perché si è battuto per affermare un principio sacro, la libertà e il diritto di scelta, e lo ha fatto nel pieno rispetto delle leggi italiane.

Stimo Beppino perché mentre tutto intorno gente improbabile sbraitava su un caso che appena conosceva, lui opponeva la fermezza di sapere di essere nel giusto.

Sono sempre stato dalla parte di Beppino, senza se e senza ma. D’altronde la vicenda di Eluana è semplicissima, nella sua tragicità. Leggi →