Opinioni

qui dico la mia...

Buste anodine a Venezia

Sono basito. A dir poco. Leggo sul Corriere della Sera a pag. 9 il verbale dell’interrogatorio a Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia.

Ora, Orsoni ha patteggiato una condanna a 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti e si è riseduto, come nulla fosse, sulla poltrona di sindaco di Venezia.

“Sono innocente” dice Orsoni. E allora perché ha patteggiato, gli chiedono? “E’ una piccola goccia di sangue che ho dovuto versare, poco più che un incidente”. Un incidente.

Ma il capolavoro arriva appunto dalla lettura dei verbali: “Mazzacurati (accusato di essere il grande finanziatore dei politici) le ha mai consegnato brevi manu del denaro?” chiedono i magistrati “No – risponde Orsoni – ma può anche essere che mi abbia lasciato dei plichi da qualche parte e che io li abbia mollati lì”.

?!?! 

Ho riletto la frase dieci volte.

Plichi lasciati lì? Lì dove? Per le calli e i campielli veneziani? Sul comò di casa? Una casa che lo stesso Orsoni ammette essere “confortevole, forse l’unica di Venezia affacciata su tre lati sul Canal Grande, e ho dell’ottima musica”. E va bene, questa non è una colpa, anzi.

Ma lo stupore non finisce. Se possibile, aumenta quando leggo le motivazioni con cui i magistrati si convincono della versione di Orsoni, dando così parere favorevole al patteggiamento, poi approvato da un gup.

Testuale, scrivono i pm: “Tra persone di mondo questi affari si regolano con comportamenti concludenti e discreti, senza formule sacramentali e atteggiamenti grossolani (…). è plausibile che la consegna a domicilio sia stata la semplice collocazione di una busta anodina in una stanza qualunque, con vereconda indifferenza e reciproche cavalleresche cortesie“.

Ecco, questa frase l’ho riletta 20 volte, non solo 10.

Avete capito? Per i pm si esclude una volgare “mazzetta frusciante” (scrive il Corsera), evidentemente di quelle scambiate in una bar di perfieria, con tanto di filmato della Guardia di Finanza a immortalare una busta sgualcita, o magari una scatola di scarpe farcite di banconote. D’altronde è poco plausibile che un candidato del prestigio di Orsoni “raccatti fondi con iniziative personali diffuse e petulanti”.

Vorrei tanto farlo a casa mia. Tu inviti uno e quello lascia lì una busta (magari anodina, anodina?!) con indifferenza, magari sul comò, sul sofà, o vicino al grammofono. “Prego, venga, si accomodi” “grazie, appoggio qui una cosa, paf” “Sì faccia pure, si figuri, poi ci penserà la colf a pulire. Passerà qualcuno a ritirarla. Cos’è?” “Ma niente” “Ah, ok, gradisce un caffè?” “Grazie” “Prego” “Che bella visita” “Si immagini, quando vuole”.

A casa mia si usa così, come si conviene tra signori di un certo lignaggio.

“Ho fatto un solo un grande errore – ammette Orsoni -. Avere accettato la candidatura a sindaco”. Ci sono, pur sempre, le dimissioni. date anche con vereconda indifferenza.

3 Comments

  • Ezia Niceforo on Giu 13, 2014 Commenta

    E k dire? In primis k scrive così bene k, nonostante la gravosita’dell’accaduto…, mi suscita un sorriso.:-) Grazie! In secundis resto basita, anke xke’avevo difeso comportamento Orsoni, pur nn conoscendolo,ma devo ricredermi…a conferma del detto romano:”Il più pulito c’ha la rogna!”Ed io aggiugo in politica xke’ e lì k la corruzione va x la maggiore.Grazie! Ezia Niceforo

  • Andrea Fedele on Giu 13, 2014 Commenta

    Solo una parola “VERGOGNA!”

  • Fabio Casadei Turroni on Giu 13, 2014 Commenta

    DI-MIS-SIO-NI…!!!!!!!!

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