Opinioni

qui dico la mia...

A proposito di Charlie Hebdo

Ogni qualvolta avviene un attentato da parte di estremisti islamici, come oggi a Parigi contro il giornale Charlie Hebdo, twitto una frase che suona più o meno così: “Voi conoscete cristiani, o appartenenti ad altre religioni, che oggi uccidono qualcuno in quanto non crede al loro stesso Dio?”

Ed è al tempo stesso curioso, spassoso, deprimente vedere il genere di risposte che arrivano. Tralascio gli insulti, quelli in genere li ignoro. In genere…
Tra le risposte tipo c’è quello con evidenti problemi di comprensione della lingua italiana che ti risponde “e le crociate?!?! studiaaaaa!” salvo dimenticare che la domanda è “conoscete cristiani che… OGGI…” Come dire, già il fatto che i cristiani lo abbiano fatto qualche secolo fa e altri invece vogliono farlo oggi aprirebbe interessanti discussioni che però qui non voglio approfondire.
Poi ci sono quelli che tirano in ballo Breivik, uno svitato che con la religione c’entra nulla, è semmai più assimilabile a quegli altri due svitati della strage di Columbine ma un Breivik fa molto comodo a costoro da sbattere in faccia come dire “vedi, ecco il cristiano, l’ho trovato!”
Uno addirittura mi ha scritto “pensa a Insabato, quello che mise la bomba al Manifesto, altri hanno tirato in ballo i Nar”. Insomma siamo al delirio puro, qualcuno poi tronfio dice “oh abbiamo dimostrato quanto sei ignorante!” Mentre se non rispondo spesso è per mancanza di tempo o di voglia, altre volte è per carità di Patria…
Io non lo so cosa impedisce di rispondere, a una domanda ovvia, una risposta ovvia, cioè questa: “purtroppo no, non esistono cristiani, ebrei, induisti, buddisti che uccidono il prossimo in quanto infedele, in quanto professa una religione diversa. Esiste invece questo problema con alcuni esponenti della religione islamica”.
Perché non lo dite e vi rifugiate in patetici confronti? Avete paura? siete perbenistelli? Siete ipocriti, forse? Ciechi? Qual è il vostro problema? Perché avete un problema, lo sapete no?
Uno addirittura mi ha scritto un capolavoro del tipo “quelli dell’attentato a Parigi non sono musulmani” intendendo forse dire che non rappresentano la maggioranza dei musulmani.
E grazie al secchio, per non dire di peggio, lo so anche io! Lo so anch’io che la stragrande maggioranza di musulmani è formata da persone perbene, che pregano Allah, o che non pregano affatto. Ma che svolgono la propria vita con i desideri, le aspirazioni, le ambizioni di tutti noi: lavorare, avere figli, essere felici, stare bene. Punto.
Ma, caro ascoltatore, quelli che hanno ucciso a Parigi, sono musulmani. Fattene una ragione. Hanno ucciso urlando “Dio è grande” e hanno ucciso persone che reputano infedeli, da eliminare solo per questo. Non solo sono musulmani, dal loro punto di vista sono i migliori musulmani al mondo. E hanno fatto ciò che un buon musulmano, secondo loro certo, dovrebbe fare: uccidere chi non si conforma alla legge del Corano.
Sono tanti questi estremisti islamici? Sono pochi? Io non lo so, non sono uno studioso della questione, ma so che ci sono.
E so che se appare una vignetta satirica contro Gesù, un cristiano non andrà mai a Riad a sparare al vignettista, so che nessun ebreo oggi salirebbe su un autobus ad Amman con una cintura esplosiva, so che nessun buddista fermerebbe un autobus in Nigeria sgozzando i passeggeri che non conoscono i loro precetti religiosi.
Lo so anche io che la religione è un pretesto per queste persone, non sono proprio un buzzurro. Allora giriamo la domanda: quale delle religioni oggi viene presa a pretesto, talvolta, da qualcuno per fare queste cose? Avanti, fate uno sforzo.
Ciechi, ci vedete?
Mi scrive Issa Diallo “ma io sono musulmano, cosa dovrei fare, rinnegare la mia religione?”
Ma perché mai Issa? Chi lo ha mai detto?! Essere musulmano non è un male, e io mai ne ho fatto una questione di guerra di religioni. Ne ho fatto una questione di perbenismo ipocrita di chi, di fronte alla mia domanda banale, trova mille scappatoie e risposte astruse per negare la realtà.
Infine ci sono le riposte spettacolari tipo: “e allora se alcuni di loro uccidono in nome di Allah che facciamo? Li uccidiamo tutti?” beh, costoro forse avendo due neuroni sono abituati a ragionare in “o bianco o nero” e rispondono in un modo che neanche Borghezio…
Tranquilli, io non ucciderei una mosca, a bene vedere in quanto a uccisioni sono più esperti loro…
Dunque che fare mi chiedete? Non ho soluzioni, ma forse già prendere coscienza del problema è un primo passo, fare gli struzzi no.
Peraltro, struzzi, vi avviso: quelli, pochi o tanti che siano, che uccidono in nome di Allah pensando di applicare i dettami del Corano, sgozzerebbero volentieri anche voi.
P.s. E per favore non tirate in ballo la guerra in Iraq e cose del genere. Io ho sempre pensato che la guerra in Iraq sia stata una catastrofe compiuta da una classe dirigente americana idiota, ma lasciamola da parte per una volta.

16 Comments

  • nicoletta on Gen 08, 2015 Commenta

    Questo non è un attacco alla nostra civiltà, ma alla civiltà e basta. Anche noi occidentali abbiamo impiegato secoli per diventare laici, ma è un processo inevitabile. Purtroppo la strada per arrivarci è costellata di cadaveri. A noi non resta che continuare a testimoniare la validità del valore della tolleranza, anche se questo non impedisce di contrastare il terrorismo in tutti i modo leciti.

  • Fabio on Gen 08, 2015 Commenta

    Il ragionamento fila, però è anche vero che si può fare un altro ragionamento. Un crimine commesso da un terrorista nel nome dell’Islam ha più visibilità sui media, ed è più facile accettare delle risposte semplicistiche e rassicuranti: l’Islam è violento per natura; dimenticando che la responsabilità penale è personale. Ci sono estremisti cattolici, protestanti, buddisti (estremista non significa per forza terrorista). Sui buddisti che uccidono mussulmani ad es. http://www.ilpost.it/2013/06/25/estremisti-buddhisti-birmania/
    ma sarebbe riduttivo farne solo una questione religiosa. Esiste uno stereotipo, già prima del 11/9, che forza analisi e commenti ogni volta che succedono tragedie simili a quella allo Charlie Hebdo; anche chi è in buona fede ne è vittima. Esiste il terrorismo islamista: ma la guerra non è tanto contro l’Occidente (che ne è il campo di battaglia e un obiettivo importante), il nemico degli islamisti sono molto spesso gli altri mussulmani. C’è quindi anche una vera e propria guerra civile (fitna) tra l’intolleranza violenta e la civiltà democratica. Se però non si riesce più a distinguere le parti, in seno alle comunità islamiche, come in quelle cristiane o in quelle ebraiche, allora si rischia di colpire alla cieca. Ultima cosa (e scusate se mi son dilungato) sillogismo per sillogismo: l’Islam è una religione, l’Islam è violento: tutte le religioni sono violente. Fermo restando che ci sono tante interpretazioni dell’Islam (e questo poi è un altro problema) e non è solo religione, ma esprime anche una cultura e una politica (non unitaria): ma in fin dei conti, laicamente, non è poi così sbagliato dire che ogni religione ha una natura violenta: tutte hanno il dovere di fare del proselitismo, di “”convertire”” al proprio credo chi hanno di fronte.

  • Andrea Pira on Gen 08, 2015 Commenta

    Gentile Alessandro,
    le avevo già segnalato la risposta alla sua domanda su Twitter. Cerchi il nome Wirathu. Si tratta di un monaco buddhista, capofila di una corrente fondamentalista e intollerante. In Paesi quali lo Sri Lanka e la Birmania i fondamentalisti buddhisti sono protagonisti di veri e propri pogrom. Questo nonostante la percezione del buddhismo quale religione tollerante e non violenta. E non si tratta di casi isolati, cani sciolti.

    Qui un link utile per inquadrare il problema http://www.nytimes.com/2015/01/03/opinion/sri-lankas-violent-buddhists.html

    Il nodo non è la religione in sé, ma il fanatismo

  • giovanni satta on Gen 07, 2015 Commenta

    Tutto molto condivisibile.

    A mio avviso bisogna però fare un passo in più nel ragionamento. Fermo restando l’assoluto rispetto per le persone musulmane, è forse il caso di cominciare invece a mettere in questione la rispettabilità dell’Islam come sistema di credenze, e riconoscerne il pericoloso potenziale di violenza. Attenzione, non si tratta di avercela con le persone che sono portatrici di diritti (e che meritano sempre rispetto), ma con le idee, che tali non sono.- nessuna idea è al di sopra delle critiche.

    A persone come Issa Diallo, mi sento di segnalare una bellissima lettera aperta di Ali A. Rizvi:

    http://www.huffingtonpost.com/ali-a-rizvi/an-open-letter-to-moderat_b_5930764.html

    Non so se sia disponibile una traduzione italiana.

  • Andrea on Gen 07, 2015 Commenta

    Gent.mo dott. Milan,
    nella piena comprensione del dolore attonito che l’attanaglia, e nel più puro rigetto verso OGNI forma di terrorismo, non posso non chiedermi cosa significhi la Sua affermazione riguardo il fatto di non conoscere alcuno, cristiano, ebreo o buddista che compia efferatezze simili.
    Il sentimento anti occidentale che connota larghissimi tratti di una fetta di mondo tutt’altro che piccola o secondaria, ha radici profonde (pur senza arrivare alle crociate, che hanno vinto loro, beninteso), strutturate e, non inattese. Il fatto che OGGI, certe cose i cristiani non le facciano (ma ne fanno altre) che significa? Davvero qualcuno pensa che nel momento in cui, in questa parte del globo si gira pagina, il resto del pianeta si debba/voglia adeguare? Ben di la da essere giustificativa di qualsivoglia azione ritorsiva, come si può credere che il seme di violenza lasciato in quella terra germogli in frumento? Al di la di ogni politicamente corretto lo scontro di civiltà c’è. C’è all’interno del mondo mussulmano, per le diverse letture della loro trascendenza e c’è anche contro il mondo occidentale.
    Solo che si è scelto di non considerarlo tale, e, pertanto, di non combatterlo. Forse c’è chi nutre sensi colpa per un fumoso passato, del quale alcuni continuano a scusarsi, senza mai dire veramente per cosa (lasciando quindi il sospetto che ci sia sempre dell’altro…), ad altri semplicemente conviene, per farsi accettare in loco il tempo necessario per qualche speculazione di breve periodo, altri ancora se ne distaccano con la speranza di rimanerne terzi, indifferenti ma intonsi.
    Purtroppo non è così, un antico adagio romanesco dice che la guera è guera pe’ tutti…
    Si può vincere, e cercare di essere dei dominatori illuminati, si può perdere, e cercare di negoziare una pace dignitosa, ma se ci si ostina a non prendere atto del dato di fatto, la conseguenza è una lenta, progressiva ed inevitabile discesa verso l’estinzione. Alcuni cristiani, loro si, illuminati, palesarono tempo fa, nel relativismo culturale, il millenium bug dell’etica protestante 2.0…Si è sottovalutato il fenomeno dell’integralismo religioso come strumento di rivalsa sociale e politica, si è perfino provato a cavalcarlo, li dove comodo, e si è perentoriamente fallito. Oggi, con la guerra alle porte, l’odore di bruciato e di carne morta in casa, stiamo qui a chiederci chi altri è capace di tanto?
    Chissenefrega!!! La situazione è questa!!! Si difenda questo mondo, che è l’unico a disposizione e, nei limiti di quanto capaci, non si ripetano gli errori del passato, anche recente, nel quale si è sacrificato il senso stesso della convivenza civile a interessi contingenti, per di più parte, e di parte piccola. Chi opera certe oscenità ci mette la firma…

    • Daniela Marabini on Gen 07, 2015 Commenta

      Concordo Andrea. La sostanza è la ribellione contro la colonizzazione culturale, con la quale la religione c’entra poco, ma c’entra la struttura della famiglia, la posizione della donna, certi tipi di libertà, certe usanze. E la civiltà non si compra coi petroldollari. Non è che riempiendoli di dollari del petrolio loro di colpo diventino occidentali. Con quei soldi comprano le nostre armi per combatterci. E’ una guerra di civiltà, non di religione Alessandro. L’Islam c’entra e anche no. Son culture diverse che non si riconoscono nel nostro modello, ma ci combattono con ciò che abbiamo venduto loro. Un po’ di mea culpa l’Occidente dovrebbe farlo, credo. E se decide di combattere lo faccia seriamente, una penna per vignetta non è sufficiente, anzi è controproducente. Daniela

      • Andrea on Gen 08, 2015 Commenta

        Buongiorno Daniela,
        sono in ufficio e non posso rispondere con il dettaglio che la Sua riflessione richiede, ma per punti:
        – abbiamo il dovere morale, etico e sostanziale di difendere la cultura, i valori ed il progresso antropologico storicamente maturato (correggendone le storture, magari)
        – abbiamo il dovere morale, etico e sostanziale di smettere di imporre il modello occidentale su tutto e su tutti.
        – il prossimo passaggio di civiltà sarà il raggiungimento di un approccio cardinale anziché ordinale all’antropologia sociale e culturale.
        – le armi, spesso e volentieri, gliele abbiamo regalate, affinché combattessero guerre che fanno comodo a questa parte del mondo.
        – La guerra è una porcheria indicibile (io ne ho fatte 3 in 5 momenti diversi), ma l’ipocrisia di chi pensa ad una guerra piccola, breve, intelligente, giusta… porta proprio al disprezzo che una parte del mondo vive nei confronti di questa parte del mondo (il disprezzo è la radice del genocidio, non l’odio).
        – se mai guerra dovesse essere, bisogna avere il coraggio di combatterla, per vincerla, nn per pareggiare e la forza di farsi carico della pace successiva (da cui i grandi estensori delle guerre conpemporanee sono sempre scappati a gambe levate).
        – come ho già avuto modo di scrivere, venendo meno, a malincuore al mio consueto registro: una risata li seppellirà, un giorno, forse. Fino a quel momento, però, saranno cazzi…
        Buona giornata. Andrea

  • Alessandra on Gen 07, 2015 Commenta

    Alessandro ti prego domani invita tutti i direttori di giornali a pubblicare simultaneamente le vignette satiriche, senza parole senza immagini della strage solo ke vignette, dobbiamo dimostrare che siamo uniti e che se vogliono colpirne uno, li devono colpire tutti, invita se puoi tutti i giornali e testate italiane e straniere , tu ci puoi almeno tentare… Ci vuole un gesto pacifico ma radicale ed esemplare. Tutti tutti in prima pagina con la faccia di Maometto . Scusa se ci sono errori … Ma non ho dietro gli occhiali!!! Questi telefonini troppo piccoli. Alessandra

  • giangi on Gen 07, 2015 Commenta

    Una sola differenza il Corano dice:
    ‘Se un miscredente ti volta le spalle approfittane andrai in paradiso ‘ .
    Così non andiamo da nessuna parte, ci sarà sempre un ‘estremista che vuole andare in paradiso.
    I Cristiani per fare le Crociate se la sono inventata npn ers scritto da nessuna parte.

    Giangi

  • Luigi Vitaletti on Gen 07, 2015 Commenta

    Ciao Alessandro,
    prima di tutto piacere, ti seguo volentieri ogni volta che posso su Radio24.

    Capisco perfettamente il tuo scorato certificare la pochezza intellettiva che mediamente emerge dai commenti che ricevi quando cerchi di fare un ragionamento.

    Una volta Alessandro Bergonzoni usò una metafora spettacolare per descrivere la media della “prondità” di ragionamento italica: disse che argomenti come economia, politica, ambiente, società, sono dei Boeing enormi che hanno bisogno di piste molto lunghe per atterrare, ma purtroppo noi abbiamo piste corte, cortissime…

    Rimanere in contesto, non buttarla in caciara mischiando argomenti di tutti i tipi, elucubrare qualcosa di semplicemente basato su quello che si è appena sentito o letto senza partire per le proprie tangenti, sembra impresa ardua per tanta, troppa gente.

    Alla fine dopo tutto l’attecchire e il perdurare di certe classi politiche che resistono alle decadi malgrado carriere a dir poco fallimentari, non ha grossi segreti, se la massa così “ragiona” cos’altro può accadere?

    Chiudo veloce sull’argomento: ci possiamo girare intorno quanto vogliamo ma quella religione, per le regole e i codici che ha, è certamente terreno fertile per pazzoidi estremisti, punto.

    Per questo ritengo che di questi effetti collaterali del tentativo di amalgamare le nostre culture alla loro non ci libereremo praticamente mai.

  • Gianluca Busolo on Gen 07, 2015 Commenta

    Purtroppo la religione Islamica è rimasta ancorata al medioevo, con cavolate come quelle del maiale che al giorno d’oggi son veramente anacronistiche. Il divieto del maiale della religione Islamica fu una scelta illuminata al tempo in cui fu concepita per evitare il diffondersi della tenia nelle aree in cui quella religione era diffusa. Fu un uso intelligente allora, ma al giorno d’oggi? Ma dai…. ma passiamo oltre…
    Pure i cattolici misero sul rogo astronomi di prim’ordine, ma non penso di trovare un Cristiano che avalli quelle tesi assurde (Fermati O Sole!), eppure nei testi sacri non è stata modificata una virgola. Il limite è non riuscire a pensare con la propria testa.
    All’indomani dell’11 Settembre prendevo una corriera per andare a lavorare, e ti garantisco che più di uno dei passeggeri se la rideva allegramente tanto che uno mi disse: “Stai attento perchè hai visto di cosa siamo capaci”. Li per lì volevo denunciarlo, ma visto che il suo QI era uguale a quello di un cesto di vimini desistei, oggi non rifarei più lo stesso errore.
    Purtroppo temo che oggi come ieri qualche viscido personaggio stia gongolando davanti al televisore.

  • Stefano Fioretti on Gen 07, 2015 Commenta

    Completamente d’accordo. Durante gli ultimi decenni la confusione è cresciuta e la capacità di ragionare e dialogare è andata sempre più scemando. La decadenza culturale ed la progressiva erosione di etica e senso civico sta pesando in modo formidabile sulla società civile del nostro Tempo ed i risultati si vedono. La gazzarra (anche telematica) che sta montando sull’evento di Parigi è il cibo che nutre fondamentalisti e terroristi.

  • Mattia Savoia on Gen 07, 2015 Commenta

    Certo che una pagina che annovera il Ku Klux Klan come movimento terroristico cristiano deve essere affidabilissima.

Lascia un commento