Sperem!

Mattinata all’anagrafe di Milano. Tutti gentili e personale discretamente presente, erano otto sportelli attivi e neppure nella sede centrale del Comune, quindi bene, dai.

Risultato: 70 minuti di attesa per fare una pratica da un minuto e 40 secondi. Prezzo onesto: 26 centesimi.

In pratica dovevo autenticare una mia foto, il che significa che prima di andare in un altro ufficio per una successiva pratica, dovevo dimostrare che la faccia da pirla attaccata a quella carta non è quella di un mio sosia dell’Uzbekistan, no no son proprio io quello lì! Ecco, già per questo serve una firma di un dipendente del Comune. Il che è discretamente surreale.

Ma per farlo, tempo di verifica ripeto 80 secondi scarsi, ho dovuto sobbarcarmi questa coda interminabile.

E’ così che muore lentamente un Paese, è la burocrazia che ti stritola, ti spossa, ti snerva, ti succhia tempo, energie, fiducia, ottimismo e spesso denaro (non in questo caso, per la verità).

Ma ora abbiamo l’impegno del premier in persona. Renzi non ci sta e ci ha tenuto a farmelo sapere personalmente, su twitter.

imageIo gli credo, e fiduciosamente aspetto.